Cosenza: Alkemy Lab al Distretto Cyber Security per il workshop su SPID11/07/2016

Il sistema che rappresenta il futuro dell’Identità Digitale al centro del workshop.

Nella giornata del 27 giugno scorso il Distretto Tecnologico Cyber Security di Cosenza ha ospitato il workshop “La Sicurezza dell'Identità Digitale e il Digital Single Market" dedicato a SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Al meeting ha partecipato anche anche Alkemy Lab, che nell’ambito delle attività del Distretto è impegnata nel progetto Cyber Security, del quale potrete leggere di più nell’articolo Fashion fraud analysis: i primi passi del progetto Cyber Security.

L’evento ha avuto come centro della discussione SPID, il sistema che permette di disporre di un’identità digitale utilizzabile sia da cittadini che da aziende, consentendo di accedere ad ogni tipo di servizi online. Il sistema è di recente avvio, dunque sono molte le tematiche da approfondire e gli aspetti ancora da calibrare, e ovviamente quello della sicurezza è al primo posto per il Distretto Cyber Security.

Il workshop si è aperto con l’intervento di Anna Pia Sassano, dirigente di Poste Italiane, che ha affrontato il problema della sicurezza auspicando future collaborazioni con la Pubblica Amministrazione. La giornata è entrata poi nel vivo con gli interventi di Rocco Mammoliti e Roberto Palumbo, di Poste Italiane, e di Francesco Boccafurri, dell’Università di Reggio Calabria. Dagli interventi è emersa chiaramente la volontà di garantire la sicurezza dei dati personali degli utenti, puntando sulla prevenzione di possibili minacce, mettendo in campo vari team di esperti e tenendo presenti i vari aspetti amministrativi e il ruolo dell’Unione Europea.

In questo contesto, da quanto è emerso nel corso del dibattito, il distretto di Cosenza dovrebbe conoscere un incremento delle attività. L’obiettivo è dunque quello di puntare su un maggiore utilizzo di SPID, il cui impiego è ancora poco diffuso, soprattutto al Sud, anche a causa della coesistenza di vari sistemi più o meno simili che SPID gradualmente andrà a sostituire.

La valutazione di scenari di attacco alla piattaforma SPID è stata al centro della relazione di Angelo Furfaro, di OKT, cui hanno fatto seguito altri interventi su esempi di attività in corso legate alla identità digitale. Come quello di Andrea De Maria, dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, e quello di Roberto Setola, del Campus Bio-Medico di Roma, il quale ha posto il problema di certificazione delle App per smartphone.

L’incidenza della normativa europea, i rischi legati all’utilizzo di SPID, il tema della sicurezza dell’identità digitale e le misure da mettere in campo sono stati dunque oggetto degli interventi degli altri relatori di Poste Italiane, da Monica Pilleddu a Andrea Cecchetti, da Stefano Maletta e Paolo Iorio, ad Armando Patanè.

Il workshop è stato infine chiuso dal professore Domenico Saccà, dell’Università della Calabria, che ha parlato di Crowsourcing e ha concluso l’evento non senza un riferimento, insieme agli altri relatori intervenuti, ai next steps che interesseranno il progetto. Un progetto che nel prossimo futuro sicuramente inciderà sulla vita di tutti i giorni di chiunque usufruisca dei servizi delle pubbliche amministrazioni, via web e non solo.

INFORMAZIONI

WORKSHOP - "La Sicurezza dell’Identità Digitale e il Digital Single Market"