#Euro2016: su La Stampa l’analisi di Catchy e Alkemy Lab su #ITASWE23/06/2016

Uno sguardo alle conversazioni Twitter sulla partita Italia-Svezia e agli arbitri protagonisti del Campionato europeo

Continua, tra alti e bassi, il Campionato europeo di calcio e continuano le analisi di Catchy e Alkemy Lab per scoprire come i social network affrontano l’argomento Euro2016.

La ricerca di Alkemy Lab ha fornito i dati per l'analisi di Gianni Riotta, pubblicata su La Stampa poche ore prima della partita tra gli Azzurri e i The Boys in Green. L'articolo, "Euro 2016, l’Italia vince anche sui social", ha già ottenuto diverse condivisioni sui social network.

La data analysis ha esaminato le conversazioni Twitter sulla partita Italia e Svezia, che ha infatti catalizzato l’attenzione degli utenti social che hanno seguito il match a colpi di tweet con commenti e, perché no, qualche critica. Le conversazioni analizzate sono quelle intercorse dalle 9.30 del 17 giugno alle 1.30 del 18 giugno, quindi nelle ore di attesa del match e in quelle immediatamente successive alla vittoria degli Azzurri.

La top 20 degli hashtag individuati ha visto in prima posizione proprio quello che indicava la partita stessa, #ITASWE, seguito a ruota da #Euro2016, l’hashtag che si conferma come il contenitore a livello internazionale della gran parte delle discussioni Twitter sul Campionato europeo in corso.

Tra gli altri hashtag in classifica si notano subito quelli “di incoraggiamento”, come #forzaazzurri o #vivoazzurro, con diverse varianti tutte legate alla Nazionale italiana.

Gli hashtag più usati confermano anche chi sono stati gli uomini-partita: l’immancabile #Conte, “regista” della nostra nazionale; #Buffon, il portiere che ha parato tutte le azioni indirizzate alla porta dell’Italia; ed #Eder, che con il suo gol all’89esimo minuto ha regalato la vittoria agli Azzurri.

UEFA Euro2016, però, non coinvolge solo le squadre nazionali: un approfondimento del pezzo è dedicato agli arbitri che dirigono le varie partite di Euro2016. Diciotto professionisti, provenienti da diciassette nazionalità diverse, che al pari delle squadre rappresentano un po’ tutto il continente.

È affidato loro il difficile compito di arbitrare le cinquantuno partite del Campionato europeo, affiancati da uno staff che comprende due guardalinee, due assistenti arbitrali, un quarto uomo e arbitro di riserva.

Tra loro anche un italiano, Nicola Rizzoli, più volte eletto miglior arbitro della serie A ma che ha all’attivo anche la direzione di eventi internazionali. Basti pensare che proprio Rizzoli ha arbitrato la partita finale dei mondiali di calcio del 2014 a Rio de Janeiro.