Il capitolo conclusivo degli Europei 2016 nella nuova analisi di Alkemy Lab23/07/2016

Quali partite sono state più seguite? Quale nazionale più tifata? Queste e altre riflessioni sono al centro delle analisi che il team di Alkemy Lab ha portato avanti dopo la vittoria del Portogallo

Non solo terrore ha ospitato la Francia negli ultimi tempi. Tra il 10 giugno e il 10 luglio 2016 si è svolto uno dei campionati europei più avvincenti e sorprendenti della storia. Alkemy Lab ha seguito attentamente l’evento sportivo, collezionando e analizzando dati social e non solo.

Un attento monitoraggio del social network Twitter e una riflessione sull’origine geografica dei diversi arbitri impegnati nelle partite hanno accompagnato l’articolo a firma Gianni Riotta su La Stampa “Euro 2016, l’Italia vince anche sui social” e quello pubblicato sul sito di informazione riotta.it: #Euro2016: la discussione continua su Twitter.

Una nuova analisi a campionato finito è stata al centro dell’articolo “Campeões da Europa tra tweet e partite”, pubblicato dalla redazione di riotta.it. Il 10 luglio 2016 si è svolta la partita conclusiva del campionato europeo di calcio: il Portogallo guidato dal ct Fernando Santos ha sconfitto i francesi padroni di casa allo Stade de France di Saint-Denis. Unica squadra a superare la fase a gironi senza neppure una vittoria, il Portogallo ha prevalso in modo per nulla scontato contro la nazionale francese, che da 41 anni aveva la meglio negli scontri diretti. A dispetto dei pronostici, non è Cristiano Ronaldo - costretto ad uscire al 25’ per infortunio - a regalare la prima coppa europea ai portoghesi, bensì Èder, che al 109’ segna con un tiro da fuori area.

Con questa vittoria, il Portogallo si unisce alle nazionali che hanno vinto almeno un Campionato europeo: Russia, Italia, Cecoslovacchia, Paesi Bassi, Danimarca e Grecia. Irraggiungibili, per ora, Spagna e Germania: la prima nel 2012, con la vittoria in finale contro l’Italia per 4 - 0, ha ottenuto quota tre campionati vinti raggiungendo la nazionale tedesca.

Per tutto il campionato, Alkemy Lab ha scelto di analizzare i tweet pubblicati dagli utenti nelle ore immediatamente precedenti e successive alle partite, con particolare attenzione alla loro geolocalizzazione. Un obiettivo, tra gli altri, era stabilire se gli spettatori avessero in media preferito assistere a più partite o soltanto ad una di esse. La seconda opzione è certamente prevalsa: ad assistere a una sola partita del campionato è stato il 79 % degli utenti. A differenza di quanto accade nei campionati nazionali, infatti, essere spettatore di una partita della coppa europea non significa soltanto supportare il proprio team, nutrendo la propria fede con un tifo mirato e continuo, bensì assistere ad uno spettacolo irripetibile e spesso costoso, da vivere almeno una volta ma senza esagerare.

Che ne è, invece, di quel 20,6% di utenti che ha assistito a più partite? Come emerge dalle analisi di Alkemy Lab, questi ultimi rappresentano lo “zoccolo duro” delle nazionali. È emerso, infatti, che a muovere coloro che hanno scelto di assistere a più partite è stato il forte sostegno alla propria nazionale e non una scelta geografica. Tra coloro che hanno assistito almeno a due partite, infatti, il 41,6% lo ha fatto seguendo la stessa nazionale e solo il 17,6% nello stesso stadio. Differenza che cresce all’aumentare delle partite di cui gli utenti sono stati spettatori.

Una delle nazionali più seguite è stata la Turchia, che ha ottenuto grande appoggio anche sui social attraverso l’hashtag #bizbittidemedenbitmez. Molto seguita anche la Russia, che ha fatto spesso muovere i propri tifosi: tra gli utenti Twitter che hanno partecipato ad almeno tre incontri, proprio le partite della Russia sono state le più partecipate.

I campionati europei 2016 si sono dunque definitivamente conclusi. L’Italia, nonostante la beffa ai rigori con la Germania, può dirsi soddisfatta delle sue prestazioni e Alkemy Lab è già pronta a monitorare nuovi eventi. Per tutti gli appassionati di sport, da non perdere le prossime analisi sulle Olimpiadi di Rio 2016.